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Viaggi
Algeria - Da Tam a Djanet con i Villaggi del Nord
+ Trek sul Tassili
Una traversata sahariana da Tamanrasset (capitale dell’Hoggar e crocevia di piste) fino a Djanet, la perla del Tassili. L’oasi di Djanet – circa 60 km. dal confine tra Algeria e Libia. È il punto di partenza per visitare il Tassili n’Ajjer, la più grande galleria al mondo dell’arte rupestre. Un viaggio che permette di scoprire la variet‡ del deserto, dai giganteschi massicci basaltici dell’Hoggar fino ai grandi erg, le antiche saline, i villaggi di zeribe distribuiti lungo il corso degli uidian (antichi fiumi fossili), per concludere con i labirinti di roccia del Tassili n’Ajjer che ospitano una summa degli stili e racchiudono uno dei tanti misteri del Sahara: la vita e le espressioni artistiche del popolo delle teste rotonde.

Le Teste Rotonde, un mistero sahariano.
Figure fluttuanti nell’aria, uomini con caschi e scafandri da astronauta, o individui con corpo umano e testa di animale, e poi personaggi dalle proporzioni gigantesche che incombono su individui minuscoli. Presenze extraterresti? C’è chi ha ipotizzato anche questo per spiegare l’improvvisa comparsa e l’altrettanto repentina scomparsa del popolo “delle teste rotonde”, una grande civiltà, la più misteriosa tra le etnie che abitarono il Sahara quando non era ancora un deserto. Recenti studi neuropsichiatrici ricollegano invece le raffigurazioni delle teste rotonde a visioni oniriche indotte dall’assunzione di allucinogeni. A tracciare queste suggestive visioni sulle rocce del deserto furono quindi artisti-sciamani che utilizzavano il linguaggio visivo come forma espressiva per comunicare concetti religiosi e al tempo stesso consolidare il proprio ruolo di guida spirituale all’interno della comunità. Un particolare che accresce il senso di mistero attorno a questa etnia vissuta dagli 11 mila ai 9 mila anni fa nel Sahara centrale, in un’area che si estende per 150 km. tra il Tassili n’Ajjer (Algeria) e il Tadrart Acacus (Libia).
Il Tassili n’Ajjer, regno delle teste rotonde, sarà il culmine di un itinerario che parte da Tamanrasset, nell’Hoggar, per raggiungere Djanet (base per il trekking sul Tassili) attraversando una zona ricchissima di testimonianze storiche e suggestioni paesaggistiche.

1° giorno
Italia-Algeri
Volo di linea Roma-Algeri. Cena libera, pernottamento in hotel.

2° giorno
Algeri-Tamanrasset
Volo di linea Algeri-Tamanrasset.
All’inizio del secolo scorso, quando père De Foucauld la scelse come sede della sua missione tra i Tuareg, Tamanrasset era un minuscolo villaggio di capanne alle porte del deserto. Oggi Tam è una città che conta quasi 80 mila abitanti, in continua espansione, crocevia delle piste e dei commerci che giungono qui dal Niger e dal Mali, mèta degli emigranti pronienti dal Sahel e vero melting-pot di popoli dopo che varie e diverse etnie si sono mescolate ai Tuareg, originari e primi abitanti di questa zona. Nel pomeriggio visita alla cittadina, al souk e al piccolo museo (quest’ultimo è una concisa ma efficace introduzione all’ambiente del deserto…). Pernottamento in hotel.

3° 4° 5° giorno
Da Tam a Iherir
La pista ci porta a nord-est di Tam, alle estreme propaggini dell’Hoggar. La regione presenta ovunque grandi picchi vulcanici e splendidi punti d’acqua (guelta) circondati da vegetazione rigogliosa. Si raggiunge Ideles, ultimo e vivace villaggio sulle montagne dell’Hoggar dominato dal Taderraz, una grande montagna di granito a forma di cono. Il villaggio si è sviluppato soprattutto dopo il 1962 quando, a seguito dell’indipendenza, i servi della gleba (harratin) dei feudatari tuareg si rifugiarono qui. L’oasi ospita orti rigogliosi e atelier di artigianato tra cui le ultime botteghe dei forgerons, i fabbri argentieri che con martello, fuoco ed incudine forgiano bellissime croci tuareg e altri gioielli tradizionali.
Proseguendo verso nord-est, si raggiunge la grande piana dell’Amadror con il suggestivo cratere vulcanico di Tissemt. Sul fondo di un antico lago che occupava l’interno del cratere ecco apparire le miniere di sale dell’Amadror, conosciute nell’antichit‡. I Tuareg dell’Hoggar commercializzavano il sale trasportandolo in pani, lungo le vie carovaniere, fino ai mercati del Sudan dove i preziosi pani di sale venivano scambiati con altre merci di prima necessit‡. Il sale era fonte di scambi anche con i nomadi dell’Air e del sahel nigerino. L’Amadror è un luogo ammantato di fascino e mistero: secondo le antiche leggende tuareg oggi le miniere abbandonate ospitano esseri soprannaturali: spiriti abilissimi nell’utilizzare la pietra per le loro arti magiche…
Si costeggiano le grandi dune dell’Erg Tihodaine e la piana di Afara avvicinandosi al massiccio del Tassili n’Ajjer. Un breve trekking ci porter‡ lungo il uadi Iherir, che ospita un complesso di villaggi: le tipiche capanne circolari dal tetto conico fatto di foglie di palma si susseguono sul fondo di un canyon, come protette dalle alte rocce piatte che bordano la vallata. Dall’alto del terrazzamento si puú seguire la linea verde delle palme e le capanne che a mala pena si distinguono dal colore della terra e della roccia.Campi.

6° 7° 8° giorno
Iherir-Dider-EssendilËne-Djanet
Si abbandona la zona di Iherir per riprendere la pista che porta a Dider. In mezzo alla piana, lungo il uadi Dider e in un paesaggio verdeggiante che fa da pascolo ai cammelli e alle pecore, ecco comparire la roccia di Tin Terhert, uno dei luoghi pi_ suggestivi dell’arte preistorica sahariana. Sul grande roccione dal dorso rotondeggiante pastori di un’epoca remota hanno inciso uno splendido esemplare di bue col corpo fittamente decorato di spirali e molti altri graffiti tra cui esili giraffe, un rinoceronte, due gazzelle accucciate e raggomitolate… La pista prosegue e termina nell’uadi Essendilène: piacevole e rilassante la passeggiata fino alla guelta, tra verdi oleandri stretti tra le pareti di un canyon. Campi.
La pista giunge fino a Terarart dove, inciso su un faraglione roccioso, ecco apparire uno dei capolavori dell’arte rupestre del Sahara : un gruppo di buoi incisi nell’atto di abbeverarsi. Siamo ormai nelle vicinanze di Djanet… Prima di raggiungere l’oasi, sosta a Tinamali dove un enigmatico e gigantesco monumento in pietra testimonia una civilt‡ preistorica “megalitica” ancora avvolta dal mistero che ha lasciato, oltre a questa, migliaia di tombe a forma di sole o di luna disseminate sulle sabbie del Sahara.
Arrivo a Djanet. La più bella oasi del Sahara algerino. Sorge a 1.094 metri di altezza al centro di una zona splendida dal punto di vista paesaggistico, irrigata da numerosi pozzi alimentati dalle acque dei Tassili n'Ajjer, con un ampio palmeto ed orti coltivati. Djanet è formata da tre villaggi (Azelouaz, El Mihan, Adjahil) un tempo abitati da nuclei etnici diversi: tuareg, arabi e genti di razza nera.
Visita agli antichi ksar, i villaggi fortificati che costituivano il nucleo originario della cittadina. Pernottamento all’auberge dell’Onat (organisation Nationale de tourisme algerien), struttura modesta con camere singole o doppie e servizi in comune.

9° 10° 11° 12° giorno
Trekking sul Tassili n’Ajjer: alla scoperta dell’arte delle Teste Rotonde
Al mattino presto, partenza da Djanet per il trekking che ci porter‡ alla scoperta della galleria d’arte del Tassili. Si raggiunge con i fuoristrada la base dei Tassili, per poi proseguire a piedi accompagnati da una piccola carovana di asini che trasportano i bagagli personali e il materiale da campo (viveri, acqua, tende, materassini). L’escursione sul Tassili si sviluppa nell’arco di quattro giorni e prevede circa 6-7 ore di trekking giornaliere, alla scoperta delle stazioni di arte rupestre. Visiteremo i principali siti attorno a Tamrit e Sefar: quest’ultima località è in assoluto la più ricca e significativa per la comprensione dell’arte delle teste rotonde, straordinaria civiltà preistorica che ebbe il suo epicentro proprio nel Tassili n’Ajjer. Il dislivello dalla base alla sommità dei Tassili è di circa 800 metri: la salita dell’akba (mattina del 1_ giorno) è la parte pi_ impegnativa del trekking, poi ci si sposta in quota su un percorso pianeggiante (a circa 1.600 metri di altitudine) in un paesaggio variegato e straordinario anche dal punto di vista geologico e naturalistico: labirinti di pietra scavati dall’azione delle acque e del vento che ospitano le stazioni di arte rupestre. A Tamrit visita della valle dei cipressi: alberi vecchi di millenni, ultimi testimoni del paesaggio sahariano precedente alla desertificazione. Tre campi sul Tassili. Il 12° giorno discesa a Djanet. Cena e sistemazione all’auberge.

13° giorno
In mattinata si raggiunge l’aeroporto di Djanet per il volo su Algeri. Arrivo nel primo pomeriggio ad Algeri. Sistemazione in hotel. Nel pomeriggio visita all’animato centro citt‡ in un giorno prefestivo... Cena libera.

14° giorno
Giornata ad Algeri
La città conta 4.000.000 di abitanti e si affaccia alla baia nella quale stazionano le navi. Il vecchio cuore della citt‡, la notissima Casbah, è circondato da bei palazzi dell’inizio del secolo e da quartieri moderni. Pasti liberi. Pernottamento in hotel.

15° giorno
Volo di linea Algeri-Roma.

NOTE
Per il trekking sul Tassili si consiglia un’attrezzatura idonea: buone scarpe da trekking, una piccola borsa supplementare destinata a contenere il bagaglio minimo per i giorni del trekking (sacco a pelo e indumenti di ricambio) che verr‡ trasportato dagli asini; uno zainetto personale per macchina fotografica, borraccia e gli oggetti di uso quotidiano. L’uso dell’acqua per lavarsi nei giorni dei trekking sar‡ pi_ limitato: si consiglia quindi di munirsi di fazzolettini umidi per l’igiene personale.

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