1° giorno
Italia-Algeri-Tamanrasset
Partenza dall’Italia per Algeri con volo di linea. Sistemazione in hotel.
2° al 10° giorno
Tassili Tan Ahaggar
Il mattino del 2° giorno visita di Tamanrasset. Non è un’oasi Tam, come più semplicemente la chiamano i locali, ma solo un incrocio di piste sahariane la più importante delle quali è stata asfaltata negli anni settanta. Fino a pochi decenni fa era un villaggio abitato da tuareg sedentarizzati, ora la cittadina è divenuta capoluogo delle province del sud e le vecchie abitazioni in terra si mescolano con le moderne costruzioni in cemento delle genti venute dal nord. La vita è cambiata, la proverbiale libertà tuareg si è dovuta autolimitare ma è arrivato tutto ciò che il progresso porta con sé. Nelle allegre botteghe si possono fare acquisti di vari articoli, il mercato offre molti prodotti della terra, la fiera porta una volta l’anno le meraviglie dal mondo. Il massiccio dell’Atakor si staglia imponente non lontano, oltre la piana, oltre il letto asciutto dello wadi Tamanrasset. Pranzo in città. Nel pomeriggio inizio della spedizione. Lasciate le aspre rocce vulcaniche che circondano Tam, si corre sulle sabbie che occupano oggi il posto dell’acqua di un tempo, tra acacie e tamerici, piccole barcane e spalti di nera arenaria, ovunque scovando tracce degli uomini che abitavano questi immensi spazi. Il Tassili Tan Ahaggar dimostra quanto possa essere vario il deserto, sempre pronto a stupirci, pronto a cambiare e a piegarsi al volere del vento: El Ghessour, infinito dedalo di pinnacoli lambiti dalle dolci forme della sabbia; Tin Akasheker, roccaforti ciclopiche espugnate dalle sabbie; Abalemma, passeggiata unica nel suo genere, tra funghi di roccia e graffiti a volte enigmatici a volte così immediati da fare crescere continuamente l’ammirazione per quegli artisti lontani; il tassili ‘Ngueré-‘Ngueré, ricco di tombe preistoriche, il pozzo di In Tehak e il plateau di Immeskour; Tagrera, la piana, dove quando l'acqua abbondava abitavano popolazioni che hanno lasciato resti tangibili: graffiti, macine, pestelli, asce, frecce e frammenti di vasellame; il roccione “tatuato” sul Tin Tarabin, largo fiume fossile; Tahaggart, anfiteatro naturale scolpito dal vento, insieme di guglie leggere che creano un castello fatato; le cattedrali d’arenaria di Youf Aghlal e Youf Ehakit dalle pareti abilmente incise. Campi nel deserto. La sera del 10° giorno rientro a Tamanrasset. Cena e pernottamento in hotel.
11° giorno
Tamanrasset-Algeri-Italia
Trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo per Algeri. Corrispondenza su volo per l’Italia.

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