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Viaggi
Algeria - Da Tam a Djanet 13 Giorni
1° giorno
Italia-Algeri-Tamanrasset
Partenza dall’Italia per Algeri con volo di linea. Sistemazione in hotel.

2° giorno
Tamanrasset
Tamanrasset non è un’oasi, ma solo un incrocio di piste sahariane la più importante delle quali è stata asfaltata negli anni settanta. Fino a pochi decenni fa era un villaggio abitato da tuareg sedentarizzati, ora la cittadina è divenuta capoluogo delle province del sud e le vecchie abitazioni in terra si mescolano con le moderne costruzioni in cemento delle genti venute dal nord. La vita è cambiata, la proverbiale libertà tuareg si è dovuta autolimitare ma è arrivato tutto ciò che il progresso porta con sé. Nelle allegre botteghe si possono fare acquisti di vari articoli, il mercato offre molti prodotti della terra, la fiera porta una volta l’anno le meraviglie dal mondo. Il massiccio dell’Atakor si staglia imponente non lontano, oltre la piana, oltre il letto asciutto dello wadi Tamanrasset. Visita della cittadina, pranzo ed inizio della spedizione. Campo.

3° al 8° giorno
Tassili Tan Ahaggar Lasciate definitivamente le aspre rocce vulcaniche si corre sulle sabbie che occupano oggi il posto dell’acqua di un tempo, tra acacie e tamerici, piccole barcane e spalti di nera arenaria, ovunque scovando tracce degli uomini che abitavano questi immensi spazi. Il Tassili Tan Ahaggar dimostra quanto possa essere vario il deserto, sempre pronto a stupirci, pronto a cambiare e a piegarsi al volere del vento: El Ghessour, infinito dedalo di pinnacoli lambiti dalle dolci forme della sabbia; Tin Akasheker, roccaforti ciclopiche espugnate dalle sabbie; le cattedrali d’arenaria di Youf Ehakit dalle pareti abilmente incise; il roccione “tatuato” sul Tin Tarabin, largo fiume fossile; Tagrera, la piana, dove quando l'acqua abbondava abitavano popolazioni che hanno lasciato resti tangibili: macine, pestelli, asce, frecce e frammenti di vasellame; Tahaggart, anfiteatro naturale scolpito dal vento, insieme di guglie leggere che creano un castello fatato. Incisioni rupestri molto accurate testimoniano ovunque un lontano passato in cui qui si muovevano elefanti e rinoceronti, ma anche vacche e cavalli. L’erg Kilian con le sue dune sinuose sbarra all’improvviso il cammino. Cercare i passaggi tra le dune e superare l’erg è divertente ed eccitante. Dopo un tratto di piatto assoluto, il Teneré del Tafassasset, ecco la poderosa barriera di sabbia dell’erg d’Admer. Campi nel deserto, sotto un cielo carico di stelle.

9° giorno
Erg d’Admer Si costeggia e poi si scavalca l’erg passando a lato di Tisnar (“la sega”), montagna dal tipico profilo. Si corre nei corridoi tra le dune, le si supera con emozione, si sosta nei vasti anfiteatri di sabbia chiara. Un tramonto ed un bivacco sulla sommità delle dune, da cui si domina tutto il territorio, per una nottata eccezionale. La vegetazione è totalmente assente in questa imponente sequenza di alte dune modellate dal vento, l’ ambiente è assolutamente sterile ma la sua bellezza è inebriante. Si lascia l’erg per il gran finale: i buoi di Teghaghart, profondamente incisi ed accuratamente levigati, il massimo dell’arte rupestre sahariana. Nell' ansa del fiume si stagliano solitari dei faraglioni rocciosi e nella parte inferiore di una parete alcuni buoi dalle grandi corna sono ritratti nell' atto di abbeverarsi. I musi arrivano a lambire la terra, dove forse un giorno si trovava l’acqua. Poco lontano si incontra una grande tomba solare, magnifico esempio di sepoltura neolitica: un tumulo centrale, due cerchi concentrici di pietre, un viale di accesso. E si incontra finalmente l’oasi, la rigogliosa Djanet. Cena e pernottamento in un piccolo albergo posto in posizione dominante.

10° e 11° giorno
Tassili n’Ajjers Inizia il trekking. Il Tassili n’Ajjers, fucina di artisti, ci attende con le sue pareti coperte di affreschi arcaici. Si sale a piedi l’Akba (passo) Aarum accompagnati da una piccola carovana di asini che trasportano il materiale da campo e i bagagli, fino a raggiungere l’enorme altipiano: 80.000 Kmq tra Algeria, Libia e Niger. La pietra che lo costituisce, tenera e porosa, si è modellata con l’erosione del vento, con lo scorrere antico dei fiumi e con le sempre più scarse precipitazioni fino ad offrire oggi paesaggi incantevoli. In questo straordinario ambiente ci si muove per “assorbire” la presenza degli antenati, calpestare il suolo che calpestarono, posare le nostre membra nei ripari che li videro accoccolati intorno a un fuoco, ed ammirare la bellezza e la ricchezza delle pitture che ci hanno lasciato ad imperitura memoria. Impressa nella roccia la straordinaria evoluzione dell’uomo, dal periodo pastorale, il più significativo artisticamente, a quello cavallino ed al cammellino, che testimonia l’avanzata del deserto. Le pitture rupestri, eseguite sulle pareti concave di ripari naturali che le preservano dall’azione erosiva degli elementi esterni, sono tracciate con pigmenti ottenuti da ossidi minerali e da polvere di caolino per il bianco. Ecco giraffe, elefanti, rinoceronti e coccodrilli: un paradiso terrestre ormai scomparso. Ecco guerrieri armati di arco e lancia, cavalieri al galoppo, pastori con le loro grandi mandrie e figure enigmatiche. Sono 5.000 i siti repertoriati solo nella zona di Djabbaren tra pitture e graffiti ! Campo. L’11° giorno discesa su Djanet. Cena e pernottamento in albergo.

12° giorno
Djanet Giornata di riposo nella bella oasi. L’abitato è suddiviso in tre villaggi e la cittadina ha recentemente aumentato la sua importanza grazie alla strada asfaltata che ora la collega al nord del paese. E’ piacevole passeggiare nelle stradine che costeggiano i verdi orti e scoprire il sistema di coltivazione ed irrigazione tipico dell’oasi, all’ombra delle innumerevoli palme. I Kel Djanet, la tribù tuareg che abita la regione, hanno potuto, grazie al relativo isolamento, mantenere intatti gli usi e i costumi tradizionali. Certo, ai cammelli sempre più spesso si preferisce il fuoristrada… ma la difficoltà del terreno suggerisce ancora l’utilizzo dell’asinello, che si destreggia con la stessa disinvoltura sulla sabbia e sulla roccia. Pensione completa in albergo.

13° giorno
Algeri-Italia Trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo per Algeri. Corrispondenza su volo per l’Italia.

Per ragioni tecnico-operative l’itinerario potrà essere invertito.

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