![]() |
|
Algeria - I Segreti dei Tassili dell’Hoggar 10 Giorni
Volo su Algeri a corrispondenza per Tamanrasset.
Tam, antico crocevia delle piste carovaniere è oggi una cittadina di circa quarantamila abitanti, capoluogo di willaya (distretto amministrativo). Punto strategico (per la vicinanza della frontiera con il Niger), è sede di numerose postazioni militari e negli ultimi anni ha subito un considerevole sviluppo urbanistico che ne fa il centro principale dell’Algeria meridionale. Oggi è il punto di partenza per le spedizioni in questa parte del Sahara algerino. Negli anni d’oro del turismo sahariano è arrivata ad ospitare fino a 30 diverse agenzie turistiche. Tam è un animato centro di scambi oltre che la “capitale” della pi_ nobile e potente confederazione dei Tuareg: il Kel dell’Hoggar. Visita alla cittadina: il forte di Père de Foucauld (eremita francese, tra i primi studiosi della cultura tuareg e autore del primo dizionario francese-tamashek), il piccolo souk con i coloratissimi prodotti dell’artigianato targhi (tappeti, gioielli, oggetti in pelle), il mercato dei cammelli, il variegato souk dei nigerini, il piccolo museo del Parco dell’Hoggar (efficace sintesi per comprendere le caratteristiche dell’ambiente, la storia, la cultura del deserto). Partenza per la spedizione, che ci porterà circa 300 chilometri a sud di Tam alla scoperta dei misteri e dei segreti del Tassili dell’Hoggar. Da Tam verso sud lungo l’Oued Tinheggart, attraverso un reticolo di ouidian (antichi corsi d’acqua ora a regime stagionale), in un paesaggio costellato da acacie, tamerici e formazioni rocciose opera di una natura fantasiosa e bizzarra. Tra dune rosate e nere arenarie si scopre quanto possa essere vario il deserto, mentre dalla sabbia affiorano le tracce degli antichi popoli che, migliaia di anni fa, abitavano quello che allora era una sorta di paradiso terrestre, solcato da fiumi, laghi, praterie e savane: punte di freccia, raschietti, asce, macine e pestelli, frammenti di ceramiche neolitiche, enigmatici e giganteschi monumenti in pietra… E le opere degli artisti della preistoria: graffiti e incisioni rupestri, “fotografie” del Sahara quando non era ancora un deserto, ci parlano di quel mondo perduto e attraverso una forma d’arte “sciamanica”. El Ghessour, l’ingresso dei Tassili, una grotta che appare come un gigantesco altare ad un’antica divinità della fertilità: graffiti naturalistici e geometrici, coppelle scavate nella roccia testimoniano i culti che si praticavano nella preistoria sahariana. Tin Akasheker: ciclopico labirinto di pinnacoli rocciosi abbracciati dalle dune. Poi, le “anomalie geologiche” dei Tassili ‘Nghiri’nghiri, il “castello” di Abalemma con l’enigmatica rappresentazione delle Pleiadi e altri capolavori dell’arte rupestre. Tin Tallit: “il posto delle lune”, un’intera necropoli con decine di monumentali tombe a forma di mezzaluna, testimonianza di una cultura megalitica che ha interessato vaste aree del Sahara; è tutto ciò che rimane del misterioso popolo degli Issabaten… gli “uomini senza Dio” di cui parlano le leggende tuareg. Si prosegue verso il pozzo di Inteak, dove si trovano i resti di un fortino della legione straniera. E poi lungo la piana di Tagrera: ancora graffiti, grandi tombe, tracce degli antichi insediamenti laddove si estendeva il bacino di un grande lago ora scomparso. Sfiorando le rosse dune di Taghilmam Sammede s’imbocca la pista per Tahaggart, “bella come una donna”: una delle meraviglie del Tassili n’Ahaggar. Ma prima di arrivare, sosta in uno dei luoghi più misteriosi e meno visitati del Sahara algerino: Tin Serririne (Tihtan, per i Tuareg), un mammellone di roccia circondato da un anello di marna grigia e dura come il cemento che nasconde uno dei tanti segreti del deserto, decine di scheletri imprigionati nel fango fossile, immobilizzati nelle posizioni pi_ diverse, testimonianza di una tragedia avvenuta migliaia di anni fa… una “Pompei del Neolitico”. Arrivo al tramonto nell’anfiteatro di Tahaggart circondato da cattedrali e castelli di roccia. Si torna verso nord passando per l’Oued Tin Tarabine, fiume fossile dove ha sede una grande lastra “tatuata” di graffiti, tra le più famose del Sahara… ma a pochi passi ci attende una sorpresa: le lastre non sono una ma tante… inediti capolavori fanno del Tin Tarabine un luogo sacro dell’antichità, un luogo ancora tutto da scoprire. Yufehakit, con i suoi roccioni arrotondati a dorso di elefante, ricchi di graffiti che testimoniano i vari stili ed epoche dell’arte sahariana, era sicuramente un’altra area di culto per i più antichi abitanti del deserto. Si esce dai Tassili n’Ahaggar passando dalle cascate di Tamkerest, scoscese pareti di granito dai colori pastello. Rientro a Tam. Partenza per l’Italia. NoteCampi nel deserto; pernottamenti in hotel a Tamanrasset.Il viaggio prevede brevi e facili trekking giornalieri. Questo programma di massima può essere soggetto a qualche variazione. |
|
|||