21 settembre 2007

 

Niger

Dall’ inizio del 2007 sono riprese le attività dei ribelli tuareg del Movimento dei nigerini per la giustizia (Mnj) che hanno reso instabile la situazione nel nord del Niger, con stragi anche di civili. Nei mesi scorsi partiti politici di opposizione, ma anche vicini al governo, e il presidente nigerino stesso, hanno ripetutamente chiesto l’aiuto e il sostegno dei paesi confinanti per cercare di risolvere la crisi. Il presidente nigeriano ha lanciato un ultimatum ai ribelli: se non abbassano le armi l’esercito è già pronto a marciare contro di loro. Il governo si ostina a non ammettere l’esistenza di un movimento antigovernativo nel nord, i ribelli vengono definiti dei “comuni delinquenti”. Il Mnj si dice invece disponibile al dialogo, ma prima di sedersi ad un tavolo vuole essere riconosciuto dal governo.

Dall’inizio dell’anno il Movimento ha ripreso azioni violente nei confronti del governo, e soprattutto, delle multinazionali straniere accusate di sfruttare le risorse naturali del paese, in particolare l’uranio. I ribelli denunciano pesanti ingiustizie e difficoltà economiche per le popolazioni del nord del paese. Nonostante i ricchissimi giacimenti di uranio, il Niger è uno dei paesi più poveri del mondo, l’ultimo nell’indice di sviluppo umano.

Scontri tra i ribelli tuareg e l’esercito si sono verificati in settembre anche ai confini del Mali.

Etichette:


Iscriviti a Post [Atom]