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Libia - Akakus-Fezzan 8 Giorni

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1° giorno
Italia-Tripoli-Sebha
Partenza dall’Italia con volo di linea ed arrivo a Tripoli. Corrispondenza su Sebha. Cena e pernottamento in hotel.

2° giorno
Sebha-Murzuq
Sebha, capoluogo della vasta regione del Fezzan, è una importante cittadina dominata dal vecchio forte la cui oasi sorge lungo la linea delle carovaniere che univano il Mediterraneo romano all'Africa nera. Lungo la strada che la collega all’oasi di Ghat si incontra Djerma, cittadina che sorge nel luogo dell'antichissima Garama, capitale del mitico regno dei Garamanti. Inizia la spedizione fuoristrada, il cui percorso si svilupperà lontano dalle strade asfaltate fino al rientro a Sebha. Con le dune per sfondo si segue la valle del wadi El Agial, ricca di pozzi che permettono coltivazioni rigogliose e una sequenza continua di palme spontanee. Lungo lo wadi Bergiug si incontrano molti uccelli, richiamati dalle coltivazioni di grano a forma circolare rese possibili da un particolare sistema di irrigazione: un braccio annaffiatore gira intorno ad un perno dal quale sale l’acqua. Si supera la pietraia dell’Hammada Murzuq per costeggiare poi l’enorme massa dell’erg, dalle dune considerate invalicabili. Campo.

3° giorno
Matendush
Il Matendush costituisce un sito eccezionale e sorprendente, una vera galleria d’arte sotto il cielo del Sahara. Dalle pregevoli incisioni sulle nere pareti rocciose affiora una regione verde e ricca di fiumi popolata da cacciatori e da grande fauna selvaggia: un mondo scomparso da oltre ottomila anni. Con i veicoli si raggiunge il fiume di pietra per percorrerne a piedi il greto ed ammirare, incisi nell’arenaria, bufali dalle grandi corna, giraffe, ippopotami, rinoceronti e coccodrilli a volte coinvolti in scene di caccia. Dall’alto di una roccia, ben incisi e levigati, isolati, inquietanti, osservano il deserto gli enigmatici “gatti mammoni”. Lasciando il Matendush si affronta un vasto serir, paesaggio lunare di pietre nere. Si apre poi la vallata di Ouan Kassa, invasa dalle sabbie e ricca di reperti litici. Il piccolo erg con la sua lunga fila di dune dalla sabbia rossastra offre l’immagine più pura del deserto.

4° giorno
Akakus
Si penetra nell’imponente massiccio dell’Akakus, diviso tra Libia ed Algeria, lungo circa 200 chilometri, in alcuni punti largo 50. Si provano emozioni fantastiche tra gli alti bastioni cesellati dall’erosione e i faraglioni d’arenaria emergenti dalla soffice sabbia, seguendo valli solcate da fiumi fossili, perdendosi in un dedalo di picchi, archi ed arenarie frastagliate, immergendosi nelle sabbie dagli scenari mozzafiato. La pioggia che oggi cade tanto raramente si accumula nelle “guelta”, inattesi punti d’acqua intorno ai quali la vegetazione si crea rapidamente. Un tempo il paesaggio era ben diverso e l’uomo neolitico trovò proprio qui le condizioni per sviluppare una civiltà che Fabrizio Mori, studioso italiano d’arte rupestre, definisce la civiltà di Uan Amil, dal nome di un riparo decorato con stupende pitture che descrivono scene di vita di un popolo di pastori guerrieri. Campo.

5° giorno
Aouis
Si raggiunge la regione più settentrionale dell’Akakus: Aouis. Il deserto assume uno dei suoi aspetti più spettacolari qui, dove le ultime rocce del massiccio formano torrioni erosi in forme bizzarre, guglie spezzettate ed aree invase da sabbie aranciate. Notte al campo.

6° e 7° giorno
Erg Awbari - regione dei laghi
Si lascia definitivamente la zona dell’Akakus per addentrarsi tra le curve flessuose dell’erg di Awbari, vasto insieme di dune ondulate tra cui si aprono imbuti vertiginosi. Con passaggi impegnativi tra pareti di sabbia ci si lancia alla scoperta dei laghi, imprevedibili e spettacolari gioielli imprigionati tra le dune. Le acque azzurre assumono riflessi rossastri a causa dell’alta salinità ed ospitano microscopici crostacei (artemia salina). Intorno crescono numerose palme da dattero ed il tutto crea un piacevole contrasto cromatico. La provenienza dell’acqua rimane ancora misteriosa e il fenomeno si manifesta solo in questa regione. I laghi sono ventuno, quindici dei quali con acqua permanente, raggruppati in due zone quasi parallele al wadi El Agial, profondi a volte parecchi metri, sempre situati ai piedi di una duna che li protegge dai raggi del sole. Ne raggiungeremo qualcuno prima di lasciare l’immensa distesa di sabbia nel cuore del Sahara per raggiungere l’aeroporto di Sebha e volare su Tripoli. Pernottamento in hotel.

8° giorno
Tripoli-Italia
Trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo di linea per l’Italia.